Arrivare sulla pagina del capitan Wyzno oggi può sembrare un po’ sorprendente per chi non segue le avventure del Wyznoscafo, (un sottomarino in immersione nella musica Trentina) da l'inizio. Ecco qui un raduno di tutte le recensioni fatte dal 2012 da leggere come i capitoli di un romanzo, perché le immersioni si seguono ma non si assomigliano per gnent... Spiegare perché il capitano appare nel mondo della musica trentina può essere fastidioso da scrivere ma più divertente da guardare.  

L'Intel rappresenta l'entità che porta le informazioni prima di ogni missione. Come tutte le buone operazioni militare e basata su una fonte di spionaggio. Si può identificare qui come "Internet" e quindi e anche un testimone dell’accessibilità degli gruppi Trentini su il WEB. Su Band Camp per esempio il Tag "Trento" permette di dare accesso immediato a tutti gruppi Trentini che hanno pensato ad inserirlo.  Soundcloud e facebook sono ovviamente un importante sorgente di dati... Non dimentichiamo che scrivo tutto da l'Inghilterra.

Senza più aspettare ecco gli tre primi "articoli" scritti. Il primo per gli famosi Nibraforbe che hanno dato il loro Nome alla nostra base per sommergibili, il secondo per I Camp Lion. Questo articolo e stato pubblicato sulla "Home page" del loro sito internet, e questo e stato lo scatto per la creazione del personaggio del Capitan Wyzno..... Un ultimo sugli "Little finger", poi l'inizio delle avventure precedute dalle copertine degli album trattati. E come dice speso Violenzo psichedelico: apprezzate e godetene senza moderazione:

 

 

 

"Morti e vegeti" arriva nella catena dei EPs e Album di Nibraforbe come un maglione diverso. Non potrai ritrovare l'essenza che traspira dei EP "'09", "II" o "Musica per capre ubriache" anche se gli ingredienti sono gli stessi, anche se l'autore/compositore ha fatto un bel passo avanti nella qualità. Per il paragone, si trova come "A broken frame" si trova nella catena degli album di Dépêche Mode. C'è meno ballo, meno festa, più nostalgia.  Al meno e la sensazione che lascia dagli due o tre primi ascolti. Nemmeno, saltano fuori dalla superficie qualche pezzo come scogli su un mare d'olio: "30 anni”, "Ti porterei al mare", "Scimmia tu" ...

Il cantico del freddo apre l'album con una bella sequenza.  E annuncia l'umore generale dell’album. Simone e di solito conciso nelle composizioni, cioè leggermente sotto i tre minuti per impacchettare un pezzo che sta in piedi da sé, e che dà in fine un gusto di "tornaci". L'illusione qui e tale, che il pezzo sembra stroncato.

"30 anni" inizia quasi normalmente e si stacca in volo nel ritornello al momento in quale la voce telefonata sparisce per lasciare posto a uno spazio in quale, percussioni, spiagge di tastiere e sequenze si esprimono al loro migliore potenziale. Sarei curioso di vedere l'impatto che tale ritornello, con cori adeguati, potesse avere su un’udienza. Da prolungare ovviamente per vedere il pubblico saltare in tempo...

"Ti porterei al mare" e un pezzo multi-strutturale che salta da gioia a calmo ed e arrangiato molto bene. Poi non importa se si tratta di freesby o bocce la frase musicale che lo porta aggancia l'orecchio.

Si deve aspettare "Baciata dal sole " per ritrovare un brano che si appoggia su una bella sequenza musicale che si ritrova con piacere tutto a lungo al pezzo.

“Myriam ripensaci” e il più " Broken frame" di tutti pezzi presentati qui. "Un pugno di te" assomiglia a la lista delle promesse fatte nelle canzoni d'amore dei gruppi americani disco degli anni 70: " Io fermerei la pioggia se tu me lo chiedessi". Poi cosa potresti rispondere a quella che ti risponde, le due mani su le anche, battendo il piede per terra e con uno sguardo pieno di diffidenza: "OK, dai, fallo... Aspetto!"

“Capra dio” e uno strumentale sincopato simpatico.

Si potrei quasi riconoscere la zampa di Paolo Conte in "Scimmia tu” portato da un piano forte saltante, per raccontare la rivincita dei primati su il massacro, imprigionamento, esperimenti "scientifici" fatti dagli umani sul il loro cugino genetico il più vicino.

Diciamo per concludere che Morte vegeti e meno accessibile a l'ascolto che "capre ubriache” che accattiva subito con suo lato festivo e fresco. L'uditore non dovrà tirare qualsiasi conclusione su queste prime sensazioni. Un’esplorazione più accurata rivelerà ben altro. Una profondità di campo esiste veramente. C'è una grande ricerca negli arrangiamenti e nonostante il serio dei soggetti portati avanti in "Capre ubriache" l'album rimane molto più gioioso. Poi, Morte vegeti annuncia bene il colore no?

Prima di tutto devo insistere su un fatto: e primordiale, per non dire vitale, che vari gruppi di una zona rimangono connetti l'uno con l'altro. Lo scambio di video, pezzi musicali, foto, attraverso gli canali sociali che il 21o secolo offre a il più grande numero, permette a chi passa li, per caso o non, di dare un’orecchia attenta a quello che si fa in un determinato posto.

Musica per capre Ubriache di Nibraforbe apre la mia rimossa scoperta della scena Trentina. Presto sorvolo Pop_X e scarico molto. Il mio primo ricordo dei Camp Lion data dell’epoca (2010/11), mi rimane in mente una foto bianco e nero con (credo) 6 membri, la divertente ma stupenda copertina di la teoria di Romero, e qualche aggettivi: "Quadrato, professionale e preciso", Dopo l'ascolto di qualche pezzi su myspace.

Sempre dagli Nibraforbe piombo su Alchemia e le loro "Tartarughe terrestre" e affondando nella loro pagina facebook: Camp lion di nuovo... Questa band mi chiama.

Pangea e in scarico gratis. E band camp propone anche "la teoria di Romero" a prezzo libero. Mi permetto una generosità per due album e la loro scoperta. Primi ascolti in sotto fondo facendo altre cose. Ripetutamente gli due album girano in "loop" e impregnano il subcosciente. Greenday, Garbage, Jimmy Eat World e una serie di altri punk a rotelle sono le prime band che saltano in mente per chi vuole paragonare questo suono regionale a referenze mondiale. E come una colonna sonora per discese in montain bike: rimane dopo la frenata finale il suono cristallo dei vocali, il martellamento preciso del Bass drum, e l'attrito delle partiture di chitarra come pietre angolose sotto la ruota.

Domenica arriva ed e tempo di calzare le cuffie e staccare il telefono. "Dimmi cosa ho detto" apre l'opus. Diciamolo subito tutto l'album e cantato molto bene sia lead vocal che cori, l'ottima registrazione cristallina le mette bene in valore. Gli testi semplici sono intelligentemente e melodicamente inseriti su la musica. Certe volte originalmente. "Stesso punto" aggancia l'orecchio con le sue slittate di basso e un batterista accurato.

"Etere" salta subito fuori del branco con le percussioni meccaniche delle sue prime misure. Il raddoppiamento della voce e la melodia del canto portano il pezzo. Il cambiamento di effetti (3:06) su la voce finisce per lasciare un gusto di "tornaci" e il replay diventa un riflesso. Si nota una buona produzione e l'arrivo di suoni nuovi.

"Lettera a m", " Rattvik 1 e 2" "Vuoti a rendere" e tutto il resto del album sono di una sorprendente qualità. Il ritornello di "45" fa girare la testa. "Ombra" e sostenuto da un batterista virtuoso. Bravissimo bassista su ogni pezzo. Il pezzo più Pop di tutti sembra "Viale Mazzini" che rimane molto efficace, il suo ritornello rimane in testa. "Meno di uno zero" e l'ultimo pezzo muscoloso del album prima di concludere con un monumentale "Clever" quasi strumentale e suoi suoni di chitarra rovesciati. Bella conclusione per la "Teoria di Romero"

 

 

La transizione e quasi naturale con "Iesus" talmente gli due pezzi sono fatti della stessa stoffa o al meno sono costruiti nello stesso spirito. l'EP Pangea pero, imbocca un sentiero radicalmente diverso. Il ritorno sulla pagina di Myspace dopo più di un anno lascia il sentimento di pulizie fatte, di una pagina irrimediabilmente girata, di uno sguardo ormai girato verso un altro orizzonte. Tre membri sulle foto... Camp Lion sembra esperimentare le mutazioni di quasi tutti gruppi rock. Pangea non perde in qualità nonostante un suono meno cristallino che il precedente album. Ci si guadagna nella qualità e nel contenuto degli testi. Qua, ci si legge di più fra le righe, siamo più verso "Yes" e gli "Pink Floyd", ci si plana da un pezzo a l'altro, ci si scivola dritto nella neve fresca, braccia aperte e naso in su, ci si può chiudere gli occhi per un po’... Tanto gli pezzi sono più lunghi senza mai essere noiosi. La voce telefonata del "Passeggero spettatore" conclude L'EP e lascia ipnotizzato.

La Pangea era il continente monoblocco che ricopriva la terra a l'alba dei tempi. Simbolizza l'unita del gruppo al momento di tirar fuori questo EP, E come lo ribadisce bene lo stupendo "Pletora": la fine sarà un nuovo inizio... sono pronto a seguire.

Erick

Rock critic da terza mano

Easy pieces gira in "loop" da due giorni nelle mie cuffie e devo dire che si bonifica ad ogni giro.

Si può intuire perché il gruppo a scelto di lanciare l'album sui canali sociali tipo facebook e soundcloud usando due titoli come "It's easy if you wanna try" e "I'm wrong". Consideriamo invece che potevano anche farlo con "Marie" o "Fading to nowhere" che potevano riempire lo stesso ruolo senza diminuire l'impatto su l'uditore.

Il sentimento generale che rimane dopo l'ascolto del opus e un suono nuovissimo già sentito da qualche parte. Come spiegare? Dall’esordio della musica popolare al giorno di oggi ci si può pensare che è stato creato quasi tutto con do, re, mi, fa, sol, la, si, do e che arriverà presto il momento dove ricominceremo a sentire le stesse cose. Little finger imbocca ancora una strada diversa, al meno lo fa con uno stile tutto suo. Dopo l'ascolto intenso di "Easy pieces" rimangono belle armonie e il rilievo di una voce telefonata su un orizzonte in bianco e nero.

Niente informazioni da scovare sul gruppo che rimane ancora misterioso nella sua composizione, numero dei membri, l'identità dei compositori. Uguale a l'attraente copertina del album che colpisce con la vertiginosa scollatura del soggetto principale, invitante al base jump, e l'anonimato mascherato di essa. Niente segni di identificazione sulle due clamorose video di you tube. Ci si chiede se la maschera di "I'm wrong" appartiene a uno dei membri (o l'unico membro chi sa???) o solamente la bocca che mastica il flusso di parole in inglese. Tutto questo pizzica la curiosità dell’uditore.

Un "pianottaggio" volontariamente irritante apre la prima canzone e libera la rabbia distorta di una chitarra rimasta in agguato fino al ritornello.

Sunbeam e qua per far puntare l'ago della bussola in un’altra direzione. Non c'è altra parola che Sunbeam detta con chiarezza in quel pezzo, anche se un discorso affogato di effetti e sussurrato in sotto fondo. Il ritmo sincopato e tastiere meccaniche disorientano per lasciare il posto a:

..."I'm wrong" che invita a ballare, e rimane il pezzo il più accessibile al grande pubblico. Il raddoppiamento delle voci si rivela essere una combinazione vincente. Sopportato molto bene da una chitarra quasi disco che sostiene tutta la struttura.

"Marie" e portato da belle melodie e di un canto delicatamente depositato su belle sequenze. Un solo di chitarra definitivamente Rock accompagna il pezzo verso la sua conclusione.

C.A.S.I.O. = Caspita Arriva il Signore Idiota che Obbedisce. C.Q.F.D.!!!!

Anestetic spettina istantaneamente, ed e un invito al Pogo (se sei nato negli 60's) o al Mosh (se sei nato negli 90's) consideriamo che bisogna "sforforarsi" i capelli ogni tanto e che questo pezzo permette di farlo in pubblico senza passare per pazzo.

"Fading to Nowhere" (pronunciato nowheure) offre una bella combinazione di melodie agganciante alla tastiera punteggiato da riff di una chitarra onnipresente. Ed e anche il pezzo il più lungo del Album e supera gli 4 minuti mente altri titoli si concludono intorno a 2 minuti e mezzo. Parlando del canto non aspettiamo in quest'album un Pavarotti o un Freddy Mercury. E non c'è n'è bisogno per niente. Il Tono di voce incolla solamente con la totalità delle composizioni e le risorse vocale sono utilizzate con intelligenza nei cori, melodie, armonie e si inchiodano a l'orecchio per questi motivi. Il tutto rimane molto equilibrato.

"Secrets" mi ricorda "I before E except after C" degli Yazoo e parte nello spazio lasciato libero fra due pezzi come un cane lasciato libero con il guinzaglio sulla schiena.

"Mama rescue me" conclude troppo rapidamente questa serie di canzoni. Il lento rimane una disciplina rischiosa per un gruppo che propone la lista di titoli qui sopra. Non è un obbligo... succede perché succede. Little finger si attacca al caso con classe, senza cadere nel patetico, ne il leggero. La voce e nuda, quasi umile e non stona dal contenuto del testo. Il pezzo sta bene in piede da sé e lascia un gusto di "torniamoci" alla totalità dell’opera.

Lasciamo un po di tempo alle anime creative di questo album per girare le Montagne locale prima pensare al secondo opus che sto già aspettando, bello fermo li....

Capitolo 1

Sono il capitan Wyzno in immersione periscopica nella musica Trentina. Navigo segretamente nelle varie produzione musicale partendo della sicura base dei Nibraforbe, i creatori di "Trento" illustrato dal magnifico video di Matteo Scotton. Esploro da una posizione rimossa, le chitarre e tastiere regionale.

Già... Band camp e un mare tranquillo che lascia a portata di mano un bel punto di vista. Di qua abbiamo a portato d'occhio gli Pop_X con recente realizzazione a prezzo stracciato (180€ per un album!) Questa band e capace di tutto come da "La festa del canale" e suoi suoni incantevoli fino alla vomitata di petti e rutti registrata, puntinati da pezzi geniale come "Monetta", "Metalizado" o "Cattolica".

Lunauta e La Ranabollita fanno onore a Sardagna come lo fa il re del Bondone: Giacomo Gardumi e suoi "Zugo alle slot", il geniale "Ciapo el tram" e "Mi resto en Bondon". Di qua ci si può piombare su Alchemia e sue Tartarughe Terrestre e Bob and the Apple che navigano verso lo stesso capo. Ci si può saltare da Facebook a You tube da una "Zell session" a l'altra un senza sudare un goccio. Rouge squadron e un album prodotto bene che incanta con "Ukulele", "Giardino Zell" per concludere l'opus con un "Ritrovo del Rouge Squadron" romantico e ammaliando.

Siamo tornati alla superficie alzando nostri colori per acclamare Camp Lion con un album preciso e consistente "La teoria di Romero" e un magnifico EP "Pangea". Bella serie di solidi mattoni sapientemente impilati in questa costruzione precisa e professionale: Che sia "Etere", "Rattvick parte 1 e 2", "Vuoti a perdere" o "Viale Mazzini" " e del tutto buono. "Clever" si distingua del resto e annuncia l'EP "Pangea" che imbocca nemmeno una direzione diversa, quella di "Clever" appunto. Un Power trio da tener d'occhio in piena fase di scritture e registrazione proprio in questo momento.

Little finger mi arriva in faccia come una sberla. L'enervante pianotaggio di "It's easy if you wanna try" lascia spazio a chitarre rabbiose su un tessuto di musica electro. Sardagna colpisce ancora. Sardagna colpisce sempre. Subito partono messaggi e preghiere per un link verso un album che arriva nei mesi successivi. "I'm wrong" può star lì, da hit single o ci si può ancora esitare a scegliere fra "Marie", "Fading to nowhere" o "Mama rescue me". "Easy pieces" merita definitivamente più attenzione ed e in scarico gratuito....

Da Facebook mi arriva "Gesungen beat" di Gio. Venale album ballante portato da uno stupendo "Nomidicitta" e "Miami di piu", seguito da "Parigi 2057" e "Giganti" che non possono lasciare indifferente. Immersione difficile e completa per raggiungere "Tired boy" sdraiato immobile sul fondo e leggermente ricoperto di sabbia. Il nostro arrivo lo spaventa e scompare nel buio come una razza. Lascia dietro la "Raccolta 2002-2003" che aggancia subito l'equipaggio con un "Technogoon" che è, finalmente da poco, disponibile allo scarico. "Android", "Star of war" e "War and hate" sono buoni strumentali immersi in mezzo a corti loop a quale darei un’orecchia discreta se Io fosse un’agenzia di pubblicità Trentina...

"Afterdark my sweet" si trova a portata di sonar e propone 4 Single pensati e rifiniti con una precisione micrometrica. Solo "Horses" e scaricabile a pagamento ma "K46" valle il suo pezzo in oro. Virata 90 gradi verso Nord per trovarsi con sorpresa davanti la musica sedimentare e a strati di Johnny Mox. Mano dopo mano, spessore dopo spessore, aggiunge armoniche e variazioni che costruiscono i pezzi. We= Trouble sta in piedi da solo con la suo originalità, con un solido e lungo "Benghazi" che conclude l'opera.

Seguiamo la traccia sonar di un misterioso "Due di Bastoni" che ci porta con un reggae minimalista composto di basso, chitarra e voce spogliati a l'osso e con una registrazione come non se né fan più. "Se ti accorgi di dormire" rimane in mente con la sua poesia e sua qualità intrinseca. Tutto come "La canzone del pane" del resto...

Facciamo un giro rapido intorno a "Bastard sons of Dioniso" promettendo di tornar più tardi e visitare quelli che hanno fatto TV e prime parte di Green day. Troppo grossi... ci vuole più tempo per parlarne ho visto tre video su You tube e non conosco nessun album.

Pero ci si può avere una vista sorprendente su un monumento musicale trentino che porta un panorama immediato a chi vuole raggiungere la cima. La piccola orchestra di Felix Lalù con “Braccia strapate all'agricoltù” e “El se sentiva soul". Andiamo subito alla "Traccia fantasma" che conclude il Primo LP "El se sentiva soul" per darci un’idea delle sue frequentazioni, confermato da qualche "Mountain sessions" e altri clip trovati su You tube: Bastard sons of Dionisio, Afterdark my sweet, Johnny Mox, Supercanifradiciadespiaredosi con il suo massacratore di costole Brodolfo Sgangan, e l'eccletico Klaus Brunnen, magari un "Supercrinuto" fa anche parte da questo gruppo Trentino. Per chi no a l'orecchia aperta e che può solo ingurgitare suoni pre-digeriti, micro-calibrati, over-giornalizzati e surgelati da scaffale di ipermercato, meglio tornar a satellizzarsi intorno a X tractor. Questi due album possono sembrare "da circo" ma per chi vuole infilare le nuove calze imperforabili a l'avanguardia nucleare, c'è da regalarsi. E poi a pensarci bene, non è la musica surgelata che è diventata un vero circo? Eh? Quindi Felix Lalù si pianta lì come rappresentante della più bella tradizione! "E cosa e buona e giusta" spiega come utilizzare sapientemente una cicatrice a pena rinchiusa e porta a ballare con un magnifico "Mi sale la Gayna".

Il blocco di appunti sulle prossime missioni in sottomarino è già pieno: Oltre Bandcamp ci aprono altri oceani da esplorare. The sQuirties, Supercani, Bastards Sons of Dionisio, La casa del Mirto lasceranno sicuramente informazioni su altri gruppi ancora. Per il momento torno alla base per rifornimento.

 

Capitolo 2

Capitan Wyzno al rapporto per la seconda missione di immersione nella musica Trentina. "L'intel" aveva preparato per noi, una parte della missione e aperto un nuovo spazio grazie alla "databasemusicaletrentino.blogspot" storia di darci una mappa del fondo. 

Gia... Una missione che inizia con difficoltà dopo che un wind surfer o un Kite surfer e venuto investire in pieno il nostro periscopio mentre stavamo discretamente raccogliendo informazioni davanti Riva del Garda. Iguana, gruppo locale, propone solo un EP: "White sand beach" di surf music, capitate fra "the Shadows", e "Beach boys". Un Combo di quattro musicisti di vari orizzonti: Aziz al basso, Tagmo la tastierista asiatica, Marsuel (??) alla batteria circondano un esotico "Simone" alla chitarra. Revival il suono come la copertina bianca e nera del CD in free download.

 

Mentre siamo nella zona, direzione: Pieve di Bono che nasconde "L' Eco del baratro" e il primo album artigianale "Caro estinto" registrato in cantina con mezzi del bordo. La direzione seguita dal trio non e accessibile a tutti e richiede un ascolto accurato e ripetuto per rivelare delle scelte originale e dissonante. Sembra che le due voci si fanno gara l'una a l'altra per sapere chi farà il cantante nel gruppo. Cantano su due registri, testi e melodie diverse. "A l'altezza dello sterno" rimane una traccia miracolosa, persa in un album nero di piombo in quale i suicidati del giorno vaneggiano allungo l'ultimo corso del globo trascinando la loro testa in una borsa di plastica. Poco importa, due titoli del prossimo album "Azione" sono già in ascolto tramite la loro pagina Facebook. Un album di 10 pezzi e uscito in Marzo. Lascio un gavitello sul fondo per future prospezione.

Poi con un periscopio storto, direzione Roveretto per la sorpresa dei "22 Gennaio" Che tira un EP 4 piste che aggancia subito con la voce particolare della sua cantante bassista. Composizione originale fatte MOLTO bene e con originalità, cantato in Inglese a l'eccezione di "Hey Blu" con suo tempo seduto e il brillante del phasing chitarra."Bell" invita quasi a ballare, "Pitch" e le suoi accordi dissonanti e un pezzo pensato, mentre "Return to sinking" e la sua atmosfera strana conclude questo EP del 2005. Niente più contati possibili solo con gli dati raccolti su la copertina... Dove sono questi talenti adesso??? Sembra che al meno Laura Bell, la bassista cantante suona adesso la batteria in un altro complesso "The Meteopathics" che ha misteriosamente tirato fuori un Single (vinile???) "Volcano", che mi rimanda su bandcamp. Pero niente possibilità di scaricare... da seguire.

La maschera a gas di Grandine mi arriva via facebook da un ex-membre di Lunauta e Grandine. Con il Commento: "sbaaam!" siamo su l'hard core stridente. Rabbia urlata con le trippe su chitarre aspre e raffiche precise di batteria. Un buon album, e per lo meno e una referenza del genere.

Leggero gancio verso Meano per la scoperta del primo LP di tiredboy "Quadra" che non ho scaricato durante l'ultima missione. Un opus tra electro e ambient spolverati di studi tecnologici sotto il minuto o poco di più. "VaxASS", "Tireno"e "m.a.d." sono gli pezzi principali di un album generoso di vari colori ed atmosfere.

Arriviamo al il punto di questa immersione mentre il sondatore registra una profondità abissale. Un nodo in gola l'equipaggio scarica gli ballast per piombare nelle profondità. Sulla parete dello strapiombo allungo il quale scendiamo, si aprono caverne con vestigi immersi per sempre, gallerie lunghe e un labirinto di corridori comunicanti. Al centro del antro, Felix Lalu e la sua piccola Orchestra e Matteo Scotton rappresentano la doppia cavità principale e offrono un accesso strategico ad altre grotte e ramificazioni che sembrano senza fine. Parte tutto da li, arriva tutto li.

Una serie di "Mountain session" su You tube porta agli "Supercanifradiciadespiaredosi" filmato da Johnny Mox.  Di la ci si può tentare un incursione verso "RSU" e la loro scienza del "Remix". La totalità della loro produzione e ascoltabile on line attraverso il sito ufficiale dei RSU, ma procurarsi un CD e abbastanza difficile. Ci si può registrare la traccia sonar dei "The Ficient" e il loro album "Se vuoi fare il bullo fallo fino in fondo" per un bello sfogo punk teatrale. Ci si deve esplorare di più "Tedio" iniziando da "Klaustrofobicoblio" una demo del 1994 leggermente profumata di "Primus" nel periodo "Frizzle fry". O seguire Il mostruoso batterista nelle sue evoluzioni su "Intercalare" del 97 e  accorgersi dei progressi di tutto il gruppo su "Tradimento" che figura su la compilazione "Antisismica" del 98 e che annuncia "5+2=7", un magnifico Lp di su di quale "NNC" colpisce con i suoi cambi di tempo e le giudiziose tastiere al retro gusto di "Rush". Un "Amantide" porta a "Cubalibre" per fare che "La speranza e.... (diciamo) l'illusione" concludesse questo capolavoro.

Da "Tedio" ci si capisce meglio la nascita dei Supercanifradiciadespiaredosi. Mi ricordano "JMPZ",un gruppo di Grenoble con la stessa configurazione: doppio-basso-su-baterrista-mitra-e-tastierina-quando-ho-un-dito-libero. "Colosso Bauroso" primo opus della band definisce il suo stile grafico con una copertina leggendaria fata a mano che mi ricorda le K7 e gli fanzine disegnati e fatti a mano della mia gioventù. Nel periodo in quale, gruppi punk di tutta Europa rinchiusi nel garage dei genitori registravano K7, per ritrovarsi su compilazione e viaggiare dalla Grecia alla Norvegia senza lasciare il posto. Siamo in quel spirito grafico, per il suono basta riferirsi ad "Assatanatismo" per avere un idea. In tanto e l'unico album in quale ci sono chitarre e parole consistendo di frase con sintesi, in versi e ritornelli.

"Mondocane" vede l'inizio della la mutazione genetica. "Gay pradi" e il suo video disponibile su You tube contiene tutti ingredienti della zuppa di cane che sarà servita d'ora in poi. "Assatanatismo", "La marchetta dei supercani" e "Supercanianimati" gradiscono la spolverata di una nuova registrazione, mentre "Supercane8" deriva verso il free jazz. "Bauguri" e sua musica "Botempi" conclude, in traccia fantasma, questo album al tono festivo.

Gli primi vagiti del "poteidofono" sono incisi su "La forza di gravidanza" un single 5 traccie. Che ribadisce con forza le regole immutabile della fisica canile universale.

"Milantacosae" si trova su un granino ancora superiore, più strutturato, pensato, più definito e ordinato che gli due opus precedenti. Cori e backing vocals sono depositati sapientemente, le armonie son ricercate, gli cori rispondono alle frase musicale, le melodie messe in evidenza, Il tutto e impacchettato con il fiocco in cima. Appariscono anche gli standards del gruppo: "AOU" che invita al ballo, "Sailor hard" e "S ignora" sono pezzi costruiti genialmente. Poco importa di cosa si parla in quale lingua si parla, il Bauzionario non sarà sugli scaffali per natale. Lo capisce con la pelle o stai fuori ad eternam. Millanta cosae rimane il mio album preferito perché definisce l'essenza canile al meglio. Da li, si imbocca la via giusta e non si torna più indietro. Da "Cocorito" a "Psiconghefungum" passando al latino di "Mirae Puzzam" e tutto buono, piacevole, e registrato bene.

E dal vivo? Penso che la registrazione "Davveramente la'iv" e le numerose apparizione del trio infernale, sono qua per dimostrare la somma di lavoro per raggiungere questo livello. Ricordiamo che "Davveramente la'iv" contiene buone versione di "Koalali", "Canoa", "Tudetop", "Casadonia".

Poi ovviamente "SuperBau" arriva come una pietra monumentale. Prodotto molto bene, cantato ancora meglio, e suonato da bestie di scena. "Vividoppio" segue una nuova versione di "Tudetop", c'è "Koalali"c'è "Bautilus" c'è tutto! La voce nasale di Findut punteggia frase ovunque, (The feeno") suoi slap di basso son micidiali, il poteidofono ingurgita suoni sinfonici. "Pitollo" e un strumentatale fantastico. Il Brodolfo brodolfa e canta. Randi, massacratore bidonesco, molesta in tempo suoi timpani. Non c'è niente da buttare, non c'è una canzone "media": Superbau e un CD storicamente indispensabile.

E tempo di prosseguire la missione... (Bastards, Vetrozero, Eco del baratro...)

Capitolo 3

 

Capitan Wyzno nel sottomarino in immersione nella musica Trentina: Missione 2, parte2.

Un po di Nostalgia a ricordarsi la fine del 20 imo secolo. Se qualcuno mi chiedeva: conosci un gruppo Trentino? Rispondevo: "Si, the Rolged Stones e basta!" Ora capitano di un sottomarino culturale ho l'impressione di avere aperto la scatola di Pandora. Più ne conosci, più n'è scopri, "Pu ne ven fora..." Poi considerando che strati come reggae e hard core non sono ancora stati presi in considerazione da l'impressione di essere davanti a un oceano: e grande, ma vedi solo la superficie. Parole poco sante per un capitano in immersione.

Non perdiamo il nord, rimaniamo metodici: seguire Matteo Scotton e Felix Lalu che ci porteranno  alla maggior parte del entità. L'operatore sonar mi tira fuori del mio torpore nel transito. "Capitan! Non capisco, abbiamo l'eco sonar degli "Green day" davanti!! Caspita! E Il primo album Dei "Bastard sons of Dioniso" "Great tits heat" che apre su "Ever full bag" una rabbia di chitarre affilate su voce alla Billy Joe. Peccato di gioventù alla ricerca di un identità. Le influenze sono palpabile su questa galletta cantata tutta in Inglese, rimarrà "Alice in Wonderland" e il suo solo di chitarra arruffato e "The happy fake surgeon"e il suo ritornello ossessivo.

Questa band si impegna non solo a fare musica, ma a cantare insieme, con la stesa tecnica di una corale o un coro di montagna. "Even Lemmy sometime sleeps" tende provare questo anche sotto la lama spietata della registrazione dal vivo: niente overdub, natura. Poi il salto nel nulla a provar d'avere l"X-tractor" e l'album "In stasi perpetua".

Sulla cover un personaggio a occhiali sta per colpire con la massa. L'intel non a la più pallida idea di chi e. Canta "Godi anche tu, con il disco di Lalu" sulla video promozionale di "El se sentiva soul" e il felice eletto a passare la mano dove non si può, nel video del "Amore carnale", taglia veste su misura nel video" Lucidare gli tagli" e seduto intorno al fuoco per far cori sul video "Locals only", tiene una canna da pesca con il segno "Per non fermarsi mai" su un pedalo motorizzato dal cronico Lalu e Floriozzy, Il cantante dei Squirties. E come Jacopo, del resto, fa cori su "El se sentiva soul" di Felix Lalu, cresce fuori della terra su "Rosie" il video dei Squirties. E comparsa sul video "Buon Natale" del irreversibile Lalu. Appare nel giro di queste collaborazioni anche Stefano Bellumat (batterista dei Squirties se non mi sbaglio) e regista di video per The Bastards, Johnny Mox e Squirties ovviamente, ma anche di un clip importante "Fin qui tutto bene" che cristallizza nelle memorie la strage di Stava, con Felix Lalu e "Coyotus" il figlio di Brodolfo Sgangan dei Supercani. Considerando l'intensità dei scambi a questo livello, non c'è più dubbio: siamo al nodo principale del entità video-musicale-creativa Trentina.

Ma torniamo agli "Bastards" e "Stasi perpetua". Finalmente ci si canta in Italiano su "Se t'annoi" e "Mi par che adesso" con il bel coro vocale di un album cantato bene da cima a fondo. Semplice cambio di titolo per l"Happy fake surgeon" che diventa "Nothing to talk about" e che non perde nella sua intensità nella nuova registrazione. La "canzone inutile" rimane un aggancio pop con gli suoi "tu ru turu tutu" e accoglie le prime tastiere del album che ritroviamo su l'aperture di "Non compro piu speranza" che puo pretendere al posto di hit potenziale, e si distingua con i stacchi delle sue partiture voca-a-a-a-a-a-aaaaaale. "Senza colore" un mezzo tempo, e il vero hit che apre il lato "B" (rimaneva solo il vinile da comprare!) del disco, testo poetico su tastiere planante, lascia ogni membro della band esprimersi individualmente al microfono. Si ri-tuturutu-turluta ancora un po a l'apertura "Dal risveglio in poi" bel titolo energetico che si conclude con pazzia. Flat picking per una bella ballata folk di "Verso la mia testa" che soffre della sua elettrizzazione finale. Ci si ritorna verso il rock nervoso a gran passi per una "Pine night" e anche su "Ease my pain" che conclude l'album, con una ripresa di "Mi serve il quart" di Felix Lalu, occhiolino di circostanza storia di stipolare: Qua, giochiamo in famiglia.