Capitolo 25

Questa non se l'aspetta nessuno:

- Immersione!

- Agli ordini, risponde il secondo... rotta?? profondità?

- Rimaniamo immersi, ma nel porto! Ed è un ordine!

- .... (???)

- Silenzio a bordo!

Si sentono volar mosche anche se è probabile che nessuna è entrata dagli boccaporti.

- Rimanere a profondità periscopica.

- Vuole usare il periscopio Capitan? Chiede il secondo.

- No, emergere solo l'antenna VHF.

Per una volta ne facciamo una a l'insaputa del Intel e andiamo a mettere il naso nell’archivio non riservato di Switch radio.it una radio on line che propone musica trentina. Tanto l'equipaggio e pagato lo stesso.

- Secondo, mi trovi un alto fondo fuori di ogni percorso di entrata e manovra del porto e facciamo peso morto li, poi mettiamo tutto in veglia e mi manda l'equipaggio a riposare... Rimane solo il personale di vigilanza.

- Proprio dove siamo può anche andare bene, Capitan...

- Riempire gli ballasti, ci appoggiamo sul fondo. Portare l'antenna in superficie. Tutti in stand by.

La sintonizzazione è semplice su questo canale web: basta digitare http://www.switchradio.it/ e sei collegato. Oltre la radio sono anche proposte video, articoletti su l'attualità della musica Trentina, ma anche la musica IN Trentino con concerti, concorsi, eventi vari. C'è da darci un’occhiata ogni tanto come a tutte le fonti di informazione disponibile sulla musica Regionale. Ho già passato certe mezze giornate di immersioni a l'ascolto di questa sorgente di suoni alpestri. Sono stato sorpreso nel passato di avere sentito il basso isterico e nervoso della stessa traccia di "Outopsya" tre volte nell’ora e mezza di ascolto, chiedendomi come il "shuffle mode" o scelta casuale di questa banca di dati poteva funzionare per creare 24 ore di musica al giorno. In somma, godercela sulla totalità del globo terracqueo, a l'eccezione del mio sottomarino, perché è zona militare invalicabile.

"Camp Lion" e suo "45" sono sempre tracce da risentire con gioia sopra tutto quando aprono questa giornata di spionaggio pigro. Non ho ancora digerito la dissoluzione di questa band, ma è la vita... "Blame" segue questa programmazione domenicale con "Only love kills the daemons" e rivendica un genere metal/porno/hardcore secondo la loro pagina Reverbnation, accessibile tra il profilo della band della loro pagina facebook. (non mancare di ascoltare "Time is now" mentre siete campati li). "Resando" entra in pista con "The end" e ci fa quasi ballare su del "Indus" di buona qualità. Voce Londinese dicono che stanno per sfornare nuove registrazioni.... Ritroviamo gli inossidabili "Supercanifradiciadespiaredosi" con un self remix "gaymixbestialtechnopenassault" di "Gay pradi" firmato Findut Poteidone, dopo l'ascolto di questa vorrei sentirne altri. "Death by pleasure" segue con un interessante "90's loser" meno arruffato che il contenuto grezzo ma accattivante del loro album 6 tracce "Waited wasted" un bel pezzo veramente. Rimane una lacuna da colmare perché questa traccia come "I'm in control" anche presente, più tardi, in questa playlist deve fare parte di un EP o un album e manca nella nostra data bank di bordo. Salto allegramente sopra gli Marvy's Fleurs perché sono fuori giurisdizione (Torri del Benaco - Verona), per lasciare "Outopsya"  invadere l'onda con un classico "Lords of the flies" penso di avere la voglia adesso di sporgermi su quel dossier rovente dopo un ascolto più accurato di tracce lasciate qua e là sul net..."Damiens" degli "Kepsah" torna a tormentarmi, come tormenta l'equipaggio che non vuole più rivivere l'immersione di incubo intorno a "Stack" . Ma già stiamo portati via nell’etere della voce di Laura Pinamonti, nell’estratto del Album "The Other side" degli "Tryaxis" e il suo brillante "Stay with me". "Carenza di Noia" di "Tre verticale"  e il suo violino romantico mi invita a un ascolto più accurato di " Colorando calma" del 2005 et "Difficile perdere bene" del 2014 che sembrano molto più accessibile per me, che le prime produzioni di Francesco Dal Corso... Nuove scoperte per il Wyznoscafo di "On/Off" con un serio gratta testa perdendo la loro traccia sul Web, notando che "On/off" è largamente utilizzato sul nostro pianeta sia per album, gruppi, associazione etc... E non permette di avere più informazioni che un altro gruppo chiamato : "Fino a ieri". Neanche "Switch radio" e la sua casella "cercare" può dare risultati altro che "Totale: 0 risultati trovati." Anche se passano la musica... Credo a prima orecchia di sentire "Kuru” talmente l'introduzione, composta di sola batteria e sassofono, e lunga prima dell’entrata della voce su "Carefull with that huck, you Jim" del Gruppo "Huck", su di quali ricerche portano allo stesso posto che per "On/off" e anche per gli "Noxound" e il loro "Trip in Hell" con la sua voce parlata su ritmo ossessivo, condita di tastiere e scratches. Proseguiamo allegramente sugli non schedati, con I Stone Martens (on the ground) e la traccia "Rachele" cantato a due voce. Pero cercando su Band camp, soundcloud, you tube, facebook e my space rispondono "Eeeeeeeeh ????" a l'elenco di questi 4 gruppi. Quindi se siete in conoscenza di queste entità; (On/off, Huck, Noxound, Stone Martens) e se sono gruppi Trentini fatevi avanti... Terre conosciute invece per L"Articolo Trentino" che parodiano Toto "Hold the line (love is it always on time?)" per girarlo in "con Delai". Credo che "The Rolged Stones" era il nome del gruppo verso la fine del 20imo secolo. Possono piacere per l'umorismo che generano o seriamente irritare: "Se un de lori diventa assessore alla cultura, chiedo l'asilo politico in Afganistan..." non c'è via di mezzo.  Torniamo su un’altra serie di non schedati con gli "Web.com" con un estratto del loro album "Dopo le 6" con la canzone "Da questo momento in poi" bel pop cantato in Italiano, con frase chiave del tipo: "son pronto a tutto anche ad accogliere tua madre a cena qui".... mi piace, pero fatevi trovare su facebook o altrove, perché le informazioni date a Switch radio non portano da nessuna parte, né alla casella "compra l'album", né alla casella "sito web" come quelli del "Terzo livello" e il loro metal pesante e voce da incubo. "Hands of Thorne" rimane "on air", ma chi vuole sapere o comprare qualcosa, porta il suo mouse in un vicolo cieco. E su questo ci sono due punti: O i gruppi non aggiungono informazioni che possono portare un curioso verso un sito di referenza (facebook, bandcamp o altro) o la struttura del sito di switch radio non permette a quei legami di essere inclusi... comunque è un vero peccato se questa configurazione genera solo occasione perse. Dove sarà questa felicita a "Raccontare verità" con Le origine della specie? Tanto non sono più da presentare... Pino Putignani propone "Le intermittenze del cuore" una canzone italiana classica: niente di orrendo, ma neanche niente di eccitante al mio livello. Canta un grosso bisogno di attenzione. Quasi da picchiare giù di naso fino alla sveglia di "In|out" un gruppo hard core di Rovereto che nonostante un nome comune a tanti vari concetti internet, sono rintracciabili facilmente e il sito Soundcloud propone una bella scelta della loro produzione musicale. Notare il loro album "Nowhere to breathe" con una bella “e” finale. Sono un po’ lontano di quel genere di suono al giorno di oggi, ma le complimento per la loro abilita ad essere rintracciabili. "Luka" propone una tazza gigante di camomilla con triplice dosa di miele di montagna "sei bellissima e sei romantica" con la sua canzone classica Italiana "E bastato solo un attimo" per far sbadigliare il capo centrale, che fa sbadigliare il secondo, che fa sbadigliare me. Jones al sonar invece, dondola allegramente in tempo. "Alchemia" hanno solo una traccia di pagina facebook dalla loro dissoluzione e l'Intel non aveva comunicato la presenza di un EP del 2005 e del album "Emozioni sintetiche" dal quale ed estratto il "Concetto di Zero". Devo procurarmi questo materiale. Come la discografia completa di "Ananzi" del resto, perché "Love me, o leave me" e un reggae di buona fattura.

Primo fenomeno di ripetizione della giornata e il ritorno di Resando con la versione promo di "The End” Una versione estesa di più di 7 minuti che dà il tempo di apprezzare le sequenze delle tastiere. " The Bankrobber " propone "3" ee manca un po’ di fare ballare l'ago del nostro entusiasmo, ma avranno sicuramente qualcosa nel loro archivio per farci cambiare idea. Lasciamo un gavitello di fondo per tornare su quel dossier se necessario.  "Braska ska band" porta un po’ di casino gioioso con il loro ska punk, intorno alla banda della Panda bianca che invadeva onde televisive e radiofoniche, dopo ogni loro colpo negli anni 90 (se mi ricordo bene). "Mossa ambigua" impone "Me stesso" che è il distillato del riff di chitarra, che ogni quattordicenne comprando per la prima volta la chitarra, con la distorsione a chiodo, fa ripetutamente nella sua camera finché i genitori tagliano la corrente. La voce salta di un ottavo a l'altro al secondo delle limitazioni vocale del cantante. L'ascolto del brano non incoraggia a fare ricerche sul web ma le faccio lo stesso: sembra che sono spariti. Tornano gli Camp Lion ma con la fuga di "Rattvik parte 2". "Erosion" fa tremare la struttura del Wyznoscafo e sto quasi per proporre uno "strepsil" per chiarire un po’ gli vocali del "Sound of Delta". Mentre siamo su quel genere tornano gli "Blame" con un’altra canzone "Faith ignition", un bel titolo in mezzo a l'album "Life is not like porn", ma questo statuto mi delude leggermente. "Death by pleasure" tornano anche loro con "I'm in control" e mi sembra che il cerchio a iniziato a chiudersi. "Nortincanta“ arrivano quasi da un lungo passato perché erano sulla lista dei gruppi della mega gang band di Felix Lalu, e l'annotazione e rimasta custodita nell’archivio del Wyznoscafo, fino ad oggi. Siamo in mezzo alle ripetizioni e gli Stone Martens suonano "Overture after collision" bello strumentale. "Absinthe Effect" riempie lo spazio successivo con "Fantasmi intorno a noi" ma rimangono introvabili sul web. "The Cunningham's" e il loro "Bubble gum girl" nel genere poppy/punky adolescente e high school le seguono al passo. Peccato che hanno solo un titolo su bandcamp e nessuno link da seguire... Felicemente solo 2:34 minuti di cigolato dentale su miei "False friends" preferiti e un "Terrific" che mi lascia perplesso, mi faccio portare due aspirine da l'infermeria. Felicemente la sberla di On|off torna con "Ritmolento" che ci rimette gli occhi di davanti agli buchi. Babamandub Torna di nuovo on air con "Kingdom" estratto da l’album "Milioni di persone" su di quale devo mettere la mano visto che apprezzo il loro ultimo CD "Un’altra civiltà". Un lungo rumore crescendo annuncia "Outopsia" che incanta, a ritmo di campanine, un cerimoniale pagano supportato da una bella voce femminile. Ritrovo con piacere la voce di Laura Campana degli "22 gennaio" di Rovereto sulla loro canzone "Bell" cantata in Inglese. Resando riappare con il loro titolo faro "Secrets". "Noxound" sgranocchia la filastrocca di "Ini mini myni mo" per fare il suo terzo giro di giostra con "Juliette Lewis". Dopo di che, re-appariscono un po’ tutti: Origine della specie, Tryaxis, Kepsah, the in|out, Anansi, ancora gli Stone Martens e la Brasca ska band molti con la stessa traccia de prima. Solo "Blue note project" e "Malomodo" mi accompagnano verso la fine di questo pomeriggio di ascolto. Il segnale per rivedere la superficie viene da "45" dei "Camp Lion" che riascoltiamo interamente prima di staccare...

Poi a guardarci bene, cliccando sulla casella Archivio brani e info ci si può costatare che la diffusione si appoggia su solo 405 tracce, e per coprire 24 ore... son ben poche. Possediamo 1079 canzoni Trentine, per oltre 65 ore di musica nell’archivio del Wyznoscaffo, e ancora non ho messo tutto Pop_X, né certe varie divagazioni rumorose, ma Switch radio MANCA di sangue nuovo. Perché non radunare attraverso tutti artisti Trentini, brani che sono da scaricare gratis qua e là, provenendo anche di gruppi sciolti, emergenti, elettronici (Tired boy, Afterdark my sweet, capacite d'affect, Simone Gardumi, Gio Venale etc.…) o di chi ha voglia di rinfrescare questa banca dati automatica e proporre al Web master un Link verso una pagine Facebook o Tweeter, bandcamp o I tunes, in somma altro che caselle non compilate che diventano vincoli ciechi per chi viene a farci un giro e vuole cercare informazioni su gruppi che li piace...

Vi prego, perché sentire gli "False friends" tre volte nella mattinata non invita a riascoltare "Switch" speso....

 

Capitolo 26

Non ci si può mai sapere esattamente di che cosa saranno fate le missioni. Usciamo da una lunghissima e continua immersione per coprire l'ultimo Zeroids, la discografia completa degli Tryaxis, per rimanere, a poche miglia nautiche della base Nibraforbe, sulla discografia completa di Maria Devigili. Siamo tornati alla base dopo tre mesi sott'acqua e, come promesso, ho portato tutto l'equipaggio del Wyznoscafo a l'aperitivo e cena, e la mia carta di credito ne ha sofferto un po’.  Cosa buona e che adesso una volta bene regalati, l'atmosfera a bordo si è rilassata un bel po’: anche Jenkins e le sue sopracciglia cicatrizzate (vedere recensione Guanabana/Rebel Rootz) a ripreso confidenza. Sono tutti belli rosi di ossigeno fresco dopo l'immersione cortissima nel porto stesso, ad ascoltare Switch radio, e a riposare tranquilli sul fondo.

L'Intel propone un giro della musica femminile e dopo la chiusura del dossier su Maria Devigili abbiamo imbottito la databank del Wyznoscafo degli albums di Adele Pardi, Kitchen Machine, Laura Galetti (degli Stargazers), Elisa Pisetta e i Cherry Lips e Silvia Caracristi.  E puramente la musica Trentina che mi porta su questi mari calmi a superficie d'olio. Normalmente non cerco di interessarmi alla canzone classica e/o femminile. Penso che siamo anche numerosi in questo caso, ma non faccio neanche fatica a calzare le cuffie e badare agli miei lavori mentre un album gira in loop per varie ore. Detto questo, mi sento anche nel dovere di esplorare l'altro tipo di musica che non ascolto solitamente, a sapere tutti Leathermask, M.O.R.T.H., Congegno e urlatori di oltre tomba, a misura di parità...

"Orbita " mi arriva via posta in CD, e ricordo la scoperta di questa artista nel "Video della settimana" di Switch radio nel corso del 2014:

"Medaglia d'oro" e un bel video fatto in casa o piuttosto in camper, per vederla mettere la mano al basso, chitarra, tastiere, Glockenspiel, fisarmonica.  Poi scrollando su You tube la vedo fare un passaggio a "The Voice" ma Io richiudo senza volere sapere e neanche a cercare di sapere come e andato a finire.  Lei colpisce subito con la sua solidità musicale, la sua capienza a scrivere, la sua semplicità, e la sua voce alla Dona Lewis: fragile, ma precisa e incisiva.

"Lotterie" prende posizione tranquillamente in memoria al minuto e 10 secondi quando i cori, fatti da Silvia, strato dopo strato, spessore dopo spessore, creano un fondale di tessitura quasi strumentale, per far planare tutta la canzone fino al silenzio finale. Il contenuto del ritornello risorge in mente: "Vado piano e un po’ a caso, ma inesorabilmente vado avanti". Cinque anni di registrazione a casa propria, ne possono testimoniare: al meno "Orbita" a qualcosa in comune con "Temo solo la malattia" di Vetrozero: la lunghezza della gestazione. Acustico e semplice sono anche aggettivi che corrispondono alla canzone ma anche a tutto l'album. L'essenza stessa di "Orbita" e annunciata qui, e il resto dell’opera non può smentire.

"Dissordinata" e la sua tastiera invita quasi a muoversi sul ritmo quando un basso, discreto ad ogni misura, e le percussioni entrano in pista.

"Medaglia d'oro" ormai famigliare, campa la certezza che queste tre canzoni possono rappresentare l'album al posto di single. Rimane solo il gratta testa de l'imbarazzo della scelta.

Poi su quel lancio, e con gli stessi ingredienti, l'album score: " Casalinga" descrive il ritmo di vita della dona di sempre, con "movimenti scanditi dalla lavatrice, aspira polvere" e occasionalmente chitarra. Occhio, che lo spreco di tempo e vietato!

"Pezzi di cielo" scende ancora di un gradino nella semplicità, nonostante la presenza di percussioni, basso, chitarra e tastiere, gli strumenti si tengono un po’ al largo, nella penombra per evidenziare la voce di Silvia e il testo.  

Poi l'album giunge la calma quasi uniforme di una passeggiata di lungo Adige, punteggiato del cristallo del Glockenspiel, lo sguardo segue il corso dell’acqua, su "Pagine vuote" e "Canzone stupida".

Non si può assolutamente dare un calcio in un mucchio di foglie perché lei canta "Ulisse", neanche gettare sassolini nelle onde che rimbalzano sul fondo, spinto dalla corrente perché "L'amore Brucia l'amore" e il suo ritmo sostenuto di basse di tastiere potrebbe essere disturbato.

Non si può correre avanti e indietro perché "Riderai" invita al calmo, e che il canticchio del ritornello suggerisce una respirazione profonda.  

È sconsigliato il chiasso infantile perché la contemplazione e il solo contorno consentito per accompagnare "Penelope" e che finalmente lo sguardo, che si perde nella foschia di un lontano fondo valle, e l'inevitabile atteggiamento che corrisponde alla nudità strumentale di "Candida". Poi, immobile lasciare scorrere una quantità indefinita di silenzio prima di rendersi conto, che è tempo di premere stop e di tornare alla sua vita...

Dalla poltrona del centrale operativo sussurro a l'orecchio del Secondo l'ordine della prossima missione:

- "Adele Pardi"...

Lui si inchina silenziosamente verso l'operatore del timone mentre il Wyznoscafo cambia rotta e profondità.

 

Capitolo 27

Non chiederci come, con un sottomarino, possiamo ritrovarsi in un lago perché e roba da fantascienza, pero dalla prima immersione dalla base Nibraforbe con questo Wyznoscafo siamo in piena fantascienza comunque. Caldonazzo.... Lago di Caldonazzo, in vista imprendibile sul mio Bondone del cuore, per il primo contato con Adele Pardi. Durante la missione su Junow, Wooden collective, Candiru, verso Ottobre 2014, l’Intel ci aveva fornito un po’ di documentazione per portare avanti la missione su Iacopo Candela... ed ecco che lei appare per la prima volta, finalmente schedata da l’Intel, su un pontile con il suo violoncello. Ad accompagnare Iacopo su "Unlike" in acustico, registrato natura e senza overdubs, per fare parlare l'organico, la fibra, il legno e le voci. E per farle parlare bene.

Poi ovviamente dopo avere raccolto due CD dell’Alpine Rock fest (2012 e 13) sono stato confortato nella certezza che Adele, non era qui per caso, ma appariva già come un artista solida e in-contornabile in Trentino. Il giro imposto da l'Intel sulle donne della regione non poteva essere completo senza lei. Dopo un po’ di ricerche appariva anche come vocalista con "Jazzprint" per il video "Alienazione". E adesso siamo lì davanti al download di "Regalami un ora" e la ricognizione del sacrificio fatto da un capitan super brontolone, dopo dovere pagare in dollaro della musica regionale Europea:

- Meglio pagare il doppio ma in Euro, che son allergico, ostia!

Al meno le cinque tracce dell’eponimo EP entrano nella data bank del Wyznoscaffo e sono alla decodificazione, per svelare in fine analisi, un Adele poli-strumentista di alto livello e decisamente ancorata nel genere Classico.  E piuttosto violoncellista, ma non ha paura di sedersi al piano forte per suonare "Regalami un ora" con Matteo Cuzzolin al sassofono, e alla batteria, Andrea d'Amato (e il suo vestito più pratico moda, che pratico batterista) sul video che gira su you tube per portare avanti il titolo faro del EP...

Jazz più che jazz su "Sogno strano" che da un retro gusto di cantina a St Germain des prés, alla liberazione. Si sente la registrazione pura, senza effetti, con il rumore delle dita che corono sulle corde e le vibrazioni della cordiera di rullante.

Continuiamo sulla stessa semplicità e con lo stesso tipo di suono per "La cita addormentata" con i suoi tre unici ingredienti: sasso alto, piano forte e voce. La melodia dell’unico ritornello abbina piacevolmente le parole e la partitura di pianoforte. 

Primo tocco di reverb/chorus di cello appaiano sulla cover di Bjork "Bachelorette" scortata da un’enigmatica tessitura di percussioni meccaniche. Drum machine programmata? o drum pad suonato da umano???? Una tastiera distilla rumore bianco in sotto fondo, come un fondale di teatro per concludere l'opera.

Soundcloud vi dà l'opportunità di mettere la mano su un’altra registrazione dal vivo "la dote" e la scelta del suono "Aula" che mi ricorda le scelte fatte da Maria Devigili per il suo "Être vivant". Bella interpretazione live con cori fatti al loop station: Si sente a 1:43 quando il "palalla loila" di Adele perde leggermente in definizione e in intensità.

Torna Gio. Venale nel fascio del sonar per uno stupendo remix da sballo di "Regalami un ora". Giovanni Formillan si è girato verso Bologna, tutto come Maria Devigili, del resto. Mi sa che il remix 'Made in Trentino' (Casa del Mirto, Noirêve, RSU, Gio. Venale...) si fa nel rispetto delle tracce remixate e con l'apporto di sostanza che soleva l'opera verso l'alto, invece di macinarla al sabra di cavalleria e calpestarla a colpi di stivali come 99% dei remix proposti su You tube fati da macellai della domenica, ma anche da "professionisti" famosi. E il lavoro di Gio. Venale conforta più che fortemente questa tesi.

 

L'aggiunzione di Chiarastella Calconi ad Adele Pardi, da un lato dell’equazione, crea un entità "synth pop shakerato" che raddoppia la massa generale, ma anche l'energia creativa, proporzionalmente al quadro della velocità. "Kitchen Machine" e fresco come un ghiacciolo al limone sul bordo di un laghetto Trentino.  Arrivi al bastone e devi tornar a cercarne un altro finché "te scioppa la panza..." a primo ascolto, in sotto fondo, sembra musichetta per ragazzine prepubere, ma profondità di campo ti scoppia in faccia al secondo ascolto, e non ne può più decollare per la combinazione magica delle due voci, al terzo. Adele sembra più esperimentata vocalmente ma la combinazione delle due fa proprio scintille. Poi sanno combinare genialmente l'acustico e i sintetizzatori, il classico e il progresso. " Ti ricordi quando c'hanno escluse dalle cheerleaders"  E la storia di due ragazze che non sono fate né per la televisione, né per i piegamenti, né per il cheerleading, né per le pastiglie verdi per dimagrire, ma che si trovano finalmente l'una per l'altra. Il tutto cantato divinamente.

"L'alba dell'Erebia ligea" mi rituffa nei suoni degli Depeche Mode nel periodo di "A broken frame" e di "Construction time again" poi qua le voci si esprimono al loro migliore potenziale. Poi i vocali di Adele portano il tutto molto più alto che previsto.

È vero non siete più le stesse. "Social Rhapsody" posta ogni uno di noi nei suoi rapporti con i social network. Poi chi e questa "Ariana" se non è la principessa mortale del Iliade? Sembra essere una ragazzina statunitense pronta a seguire il destino di Justin Bieber. Due sconosciuti, no schedati da l'Intel. Comunque... Non impedisce la qualità dei vocali di sgranare l'integralità della storia negli contra tempi nel mezzo della canzone.

Ritorno su delle sequenze e sonorità alla Martin Gore per "Le mirabolanti avventure del Sig D e il suo cane”, storia triste di un cane che se ne va raggiungere Laica nel cosmos e la disperazione del suo maestro che aspetta solo di raggiungere il suo compagno animale. L’Intel avanza informazioni frammentate sulla possibilità di un album verso ottobre.  Lascio un gavitello di fondo per future prospezioni e giro il Wyznoscafo verso una missione di Cover:

- Rotta nel 010, avanti 2 quarti, profondità 50.

Trovato il varco, usciamo discretamente dal lago......

 

 Capitolo 28

... Appena usciti dal lago di Caldonazzo che il nostro sottomarino deve avventurarsi in altre acque torbide: il dominio della cover... capitolo delicato da trattare, visto che fare della cover ha tanti vantaggi, ma anche tanti svantaggi. Il secondo del Bordo e il capo centrale sono anche qua, intorno alla tavola delle carte, per testimoniare delle loro esperienze da "zoveni":

- Le bel per iniziar, scegli quello che te pias, fai tutto a l'orecchio. Dice Il secondo.

- L' peccat le che la gent l'gha da paragonar, e può giudicarte da subit.  Poi, amici son speso qua a prenderte in giro dal bar. Ribadisce il capo centrale che ha dovuto sentire qualche fischio nel suo tempo.

- Beh fischi, no... ma senti l'applauso un po’ obbligatorio... dimezzato...  senza entusiasmo. Meio iniziar con un pezzetone che mette tutti d'accordo, poi t'ascoltano.

- Vero, conferma il secondo, se te fai la scaletta in crescendo prevedendo di metter il pez' migliore alla fine, vai al disastro. La tensione nel pubblico, che non disgela da subit, ha ripercussioni sul modo in quali suoni. Non capisci, t'aspettavi a meio, sei teso. E se fai due tre errori, se te sbagli qua e là, può anca cagar tut alla fine.

- Beh, quando fai della musica originale te podi metter avanti altre sensazioni: energia, melodia o dolcezza, anche se sei un po’ maldestro. Nella cover invece, l'udienza varda l'esecuzione pura del pezzo.

- Si, belle serate ghe n'è, brutte serate ghe n'è anca.

- E a registrare? Chiedo ingenuo ...

- Beh, da nostri tempi se suonava de fora in zona e basta... Registrazioni? Non gh'era tutto quel che ghe en giro oggi. Mi, non gho mai registrato gnent.

- Nanca mi.... conclude il Secondo.

La disciplina in questione e un pendio scivoloso. Al di fuori degli orchestri professionali da ballo, che giravano tutto l'estate nel sud della Francia, e che potevano sputare una versione lì per lì di qualsiasi canzone, non avevo referenze. Ma ricordi di atmosfere tese come lo descriveva il capo centrale ne avevo vissute due o tre... ma ero nel pubblico.

Laura Galetti si addossa già ad un serio chilometraggio di esperienza: e la voce/chitarrista degli Stagazers e suonano insieme da quando avevano 12 o 13 anni, con Daniele e Cecilia Mattedi rispettivamente al Basso e Batteria. Cosi giovane, e potere appoggiarsi su 6 anni di prove sode e di palco scenico, forza al rispetto. Del resto la lista dei concorsi vinti e impressionante, scarsa invece, la lista dei secondi posti. Per dire se fanno veramente sul serio. Solo cinque tracce registrate nei files segreti del Intel: " Sguardi", "Heartstrings", e "Frammenti" in un primo lancio. Poi nel 2014 "Continua a camminare", una registrazione presentata alle selezioni per il Festival di San Remo. Poi "Scalzo" arriva all’inizio del 2015, niente in vendita per il momento.

Gli Stargazers non possono passar per principianti; la sessione ritmica e piuttosto solida con un Daniele virtuoso al basso: cioè non si accontenta del boom boom boom di secondo piano, nello stile "stretto minimo sindacale". No, il giovanotto fa maglia, ricama, e tiene la partitura aerata e in controllo. Ad ascoltare bene sembra che le composizioni si appoggiano interamente sulla partitura di basso. Sua sorella alla batteria e sottile, puntuale e precisa, poi fa cori per sottolineare precisamente la voce di Laura e questa combinazione fa centro ogni volta.

"Sguardi" e deliziosamente pop. Niente di innovativo o di esperimentale su questo primo raduno di tre tracce. Solo buone composizioni classiche, ma lavorate fino ad essere lucide. Laura scrive le parole di tutte le canzoni, poi ogni uno lavora la sua parte portando idee varie. E "Sguardi" e un primo lancio concludente.

Ci si può tendere un po’ l'orecchio per ascoltare "Heartstrings" cantato in Inglese ma nonostante una concentrazione acuta, sto a chiedere "whaaaaaat?" su certi passaggi. Peccato, la musica e le idee sviluppate qua, sono buone. Appare anche il suono di una tastiera in secondo piano.

"Frammenti" e un mezzo tempo diviso in versi calmi e ritornelli più dinamici, le transizioni sono un po’ pesante a digerire, ma lascia una buona sensazione, nonostante qualche boccone da ingoiare. Cambiano regime con l'arrivo della presentazione per San Remo: "Continua a camminare" guarda le precedenti registrazioni da l'alto. Sempre con sto basso in armatura metallica su di quale si costruisce la dentella che Laura e Cecilia sanno ricamare. Facciamo nel solido, ma anche nel bello con dettagli micrometrici. Ritorno delle tastiere, cori con effetti, break inaspettati, bella voce, buoni testi. Uno hit single. Senza na piega.

2015 porta un’ultima registrazione che potrebbe fare conto giusto per tirar fora il primo EP della band, perché la valle dei laghi ha sicuramente voglia de scaregar un po’ di musica a pagamento su band camp per esempio...

"Scalzo" e leggermente più rock, del resto. Al meno Cecilia riempie di botte più consistente la rullante del suo kit: Martella... ci dà dentro. Per una volta il basso si fa discreto, la batteria gride "pista”: Poi la combinazione delle due voci porta in alto gli versi chiave del testo: “Il mondo intero e perduto, ma noi ripartiamo da qui", "Cammina scalzo sul mio cuore". Pulito, lucido.

 

Comunque qualche passi fuori degli Stargazers, Laura le doveva fare, perché la sento iperattiva: studi, allenamenti ed esercizi dei vigili del fuoco, prove con la band.... e presente su tutti fronti. Eccola con un CD di Cover e le sue scelte sono più eclettiche che la media: saltiamo da Paramore a Barbara Streisand o da Giorgia agli Audioslave, storia di dimostrare le capacita vocale in vari registri. Problemino: l'ordine delle canzoni presente sul CD che non corrisponde a l'ordine del retro giacca. Poco importa, focalizziamoci sul canto che è di buonissimo livello. Mi faccio magari lingua di vipera sottolineando un leggero difetto. Tutte le note da raggiungere nelle varie canzoni, sono state raggiunte, ma Laura a tendenza a "compressare" piuttosto che "esplodere" per arrivare al suo scopo. Siamo qua a parlare di dettagli, ma meglio dirlo, che tenerlo per sé, ed essere in fine, dannoso di compiacenza.

"Paramore" e cantato molto bene nonostante mancanza di potenza esplosiva su "I've been waiting HERE".

Non mi aspettavo di essere colpito da Mattia Bazar in cima a questo, Laura propone qui la migliore versione della canzone, al mio parere, e domina dalla testa e dalle spalle la voce di Antonella Ruggiero e di tutti altri tentativi lasciate su you tube, Carola Campagna compreso.

"Quando una stella muore" lascia Laura imporre la profondità di suoi bassi e il suo conforto nell’esercizio vicino al microfono. Confermazione del fatto su "Temptation" di Diana Krall. Può avventurarsi nel Jazz perché a le spalle per farlo.

Ci voleva un po’ di fegato per attaccarsi al Himalaya di Barbara Streisand, perché la referenza e perfetta e di livello troppo alto, ma se la cava più che bene nei passaggi difficili: "morning" a 1:34, "touch me" a 2:57. Mi aspettavo invece la salita finale su "has begun" a 3:30 ma Laura sceglie un ottavo sotto per concludere questo esercizio difficile.

"Nightwish" e un lento su di quale Laura e perfettamente posizionata. E combina qui, le capacita esposte nella canzone di Giorgia e della Streisand.

Audioslave e una scelta strana perché la referenza e una voce maschile potente e rugosa come la pelle di squalo. Il risultato lascia perplesso nonostante una buona esecuzione del ritornello. Dobbiamo salutare il rischio preso a mettersi avanti in un esercizio difficile per in fine sfornare un 7 tracce che provano le capacita vocale di Laura Galetti.

- Me pias, la versione della Streisand, dice il Capo centrale.

- Dai, a me I Paramore, prosegue il secondo, mi fiola l'ha il disco, lo sento speso...

- Ritorno base per rifornimenti, concludo alzandomi della poltrona di comandante. Secondo? li lascio il centrale...

- Agli ordini!

Riparto verso miei quartieri con una canzone degli Mattia Bazar in testa... magari Sto sognando.

Capitolo 29

Jones mi tira fuori del sonno via l'interfono della mia cabina:

- Contato sonar, comandante. E un pezzo grosso: un vascello ammiraglio. Stiamo trattando la sua firma sonar.

Gli occhi in fondo alla testa, alito fetido, mezzo cosciente, premo il pulsante:

- Ci ha identificato?

- Negativo capitan, siamo nella sua scia, rimarrà sordo come un palo.

- Vegno... Jones?

- Si, comandante?

- Fammi trovare una piscina di caffè in centrale come al solito.

- La sta già aspettando qui con due zuccheri, signore.

A dire la verità eravamo sulle tracce degli "Thee Loyal Wankers", un duo chitarra e batteria, di quelli che si svegliano a l'adrenalina e che si trascinano tutti gli album degli Stooges e del MC5 da mattina a sera. Come abitudine si nutrono di un fottio di gruppi underground a pranzo e "The great rock n roll swindle" come ninnananna. Ma a qualche miglia nautiche del contatto eravamo disturbati. Afferro il super tazzone nero e fumante dal manico e chiedo:

- Jones?

- E il vascello del EDP signore, e sembra che sono sulle tracce degli "Wankers" anche loro.

- Anche lei, Jones, anche lei....

Giusy Elle e l’equipaggio del "Electric Duo project" a caccia degli "Wankers".... La faccenda si faceva seria. Un Sub ammiraglio di questa notorietà e di queste dimensioni non poteva spostarsi per niente. Lei giocava sul campo Nazionale, noi in divisione regionale. Comunque il vantaggio era nostro perché non eravamo notati da nessuno. A fare la differenza adesso era l'accurato del nostro "Intel" contro le informazioni che il vascello ammiraglio aveva radunato.

- "Martina la pazza"! Urla Jones!

- Fermo motori, silenzio a bordo!

Mi sono quasi fatto impastare come un principiante: "Martina la pazza" era una manovra in quale un sub faceva un giro 360 gradi per verificare che nessuno lo seguiva. Un colpo malvagio inventato dalla grande Ammiraglio Martina Tosi di band underground Trentine ed eravamo tra il quarto e meno un quarto.... bisognava camminar su delle uova e giocarla sottilmente, in una missione che si annunciava più che rischiosa.  Pero il Wyznoscafo frena come una saponetta e non eravamo passati da speedy per cambiare le gomme.  Passano 4 minuti di silenzio totale e Jones conclude questa tensione sudatissima:

- Ha rimesso i motori, stessa rotta, stessa profondità.

Ci accorgiamo anche che durante la manovra hanno superato il loro bersaglio lasciando il primo EP 2014 degli "Wankers" a portata del nostro spettrometro. Eccolo, bello addormentato sul fondo come una razza nella sabbia: Sei tracce dichiarate sulla copertina, 7 tracce in contenuto, belle corte ma intense, 5 originale e 2 cover, niente sopra i due minuti. Due membri: un misterioso "Dodo" alla chitarra e canto e, alla batteria Marcello, Aka Violenzo Psichedelico, Aka Missing link, Aka DJ Marsuel, Aka Marsuel Papel. L'uomo da un viso, ma mille nomi, schedato da l'Intel a volume d'enciclopedia, quel animale aveva lasciato tracce nella musica Trentina, come una frusta sulla schiena di un marinaio punito, ai tempi della marina a vela. E stato in una valanga di gruppi: Iguana, Mocassini, Figli di Alex, Deaf Players, Optical Seeds, Great shakes, per finire Magic Cigarettes e Metheopathics ancora attivi oggi. Si incrocia spesso al angolo dei 33 per via della sua presenza nel associazione "OFFSET" con Leonardo Menegoni dello Smart Lab, e porta vari gruppi negli locali e festival della zona.

- Secondo, ci faccia scendere come una piuma sul fondo accanto al rilevamento e passiamo tutto allo scanner silenziosamente.

- Agli ordini!

- Jones? Dove il vascello ammiraglio del EPD?

- Inizia a quadrettare la zona, sembra che ha perso il segnale degli "Wankers"!

E il nostro momento, iniziamo la degustazione di questa galletta agli suoni saturati a piacere, voce distorta, energia a chiodo, senza prendere cura del grezzo di forma degli 7 razzi che schizzano via dal EP.

"Shame" un bel pezzo nervoso, tirato su dal ritmo frenetico della batteria e del grattugiato sistematico di corde alla moda Ramones. Guardando le "lyrics" da vicino, raggiungono la stessa concisione del insieme: Al di fuori di rare eccezioni, si articolano intorno a due versi di 4 strofe, un ritornello da due e basta.

"Badgeman" imbocca con la stessa rabbia la ricetta prescritta. "Gun" e "shit" appariscono spesso, non siamo lì a distillare fiori.

"Barbed wire" continua sulla stessa linea, un gusto di "Shame" condito da un breve ponte a forma di solo di batteria e di chitarra.

"Up to you" appare finalmente con il primo pezzo pop, con bpm leggermente sotto la media. "It's just the way i'm feeling now, It's up to you to sing on it loud" descrive una leggera delusione creativa: "Me ne vado a casa, perdo il mio tempo a provare di tirar su questo suono".

"Down in the well" rimane sul medium beat, le sue parole non sono nere ma felicemente più sul grigio scuro. La musica pero invita a scrollare del corpo e della testa.

Prima cover "Fix me" degli Black flag è cantato con una voce un tono sopra, e dà un lato quasi comico, o al meno più accessibile al grande pubblico, che la rabbia sbudellata dell’originale. Mi piace di più questa versione, tutto come la versione di "Not right" degli Stooges  più strutturata e più diretta verso il soggetto stesso della canzone, senza dimenticare che la versione studio era lontano da riflettere la vera intensità degli Stooges live.

Sara poi, un evento inaspettato a tirarci fuori dei pasticci in quale eravamo arrivati. L'aggiunzione di Andrea un bassista provenendo da Koroba milk e Attrito trasforma in Trio "Thee Loyal Wankers" e quindi, lo rende illeggibile al sonar e invisibile allo scop del EDP... Inizio a sorridere.

- Jones? Dov’è siamo con la nostra vicina de casa?

- È passata sopra di noi due volte e si sta allontanando.

Che fortuna! Siamo da soli a goderci le dodici tracce dell’Album della "Annoying records", label sotto quale ritroviamo Magic cigarettes e gli Metheopathics, va là che combinazione... sembra anche che Andrea il bassista, sia il padrone di casa e firma solo qualità, a suoi buoni gusti.  Brao!

Invece di attaccare testa prima, gli Wankers riscaldano il timpano profano con un intro al gusto pop monello ripetitivo: "Com' on".

"Down the well" e il primo delle 5 Tracce originale del gruppo a subire la revisione del trio, poco o niente cambiato ma e una versione leggermente dinamizzata paragonando a l'EP. Le quattro altre canzone son presente e gradiscono l'aggiunzione del basso, e di una chitarra meno distorta, più cristallina e spostata più alta nello spettro audio, per lasciar posto al basso. Troviamo un suono più pulito, e completo che su l'EP, ma preferivo il lato mordente del primo lancio.

"Barbed wire" gradisce di una spolverata e una bella scossa elettrica. Solo "Shame" soffre della nuova registrazione perché e trasformato in una gara di velocità, che non porta niente al pezzo. Anzi! tutto il rilievo, dinamismo, varie tonalità, e il lato incisivo della canzone spariscono nella rapidità dell’esecuzione. E si capisce: togliere 27 secondi su un pezzo da 5 minuti si nota leggermente, su un pezzo da 1:41 e un corto circuito.

"What I got now" segue l'identità e il suono degli "Loyal Wankers" e un pezzo aerato con una chitarra che sa spostarsi di lato, per lasciare percussioni e basso sostenere la voce, e punteggia alternativamente gli versi. Una bella traccia.

 "Trouble!" poteva anche far ballare nei club alla moda dei fine 60/ inizio 70. Mi ricordo che si ballava il "Jerk" a l'epoca su quel tipo di musica.

"Need" riparte con un ritmo sfrenato e lascia spiagge di espressione alle percussioni di Marcello, per una bella sfogata. Do you know the name of my baby? La formula di composizione rimane ripetitive, ma efficace di semplicità.

La voce forzata e messa a dura prova su "Waste" evidenza il lato Grezzo e rugoso della canzone, il solo di chitarra rabbioso e potente, rimane contenuto in un tunnel, per sboccare a l'aperto su il ritornello finale, portato a conclusione dalla voce sola. Poi c'è come una fretta di concludere l'album 1:16 per "On my face", 1:14 per "Shame" messo appositamente in 75 giri per minuto (per quelli che si ricordano) e 0:44 per "Medication” che conclude con "Uh!" un album notevole, grintoso che ne basterebbe la meta, e diabolicamente Rock n'Roll.

- Jones! Siamo da soli?

- Via chiara sopra e tutto intorno, Capitan!

- Secondo? svuotare gli ballasti torniamo in superficie a galla, li lascio il centrale.

La difficoltà di accedere su grandi piattaforme come I Tunes al primo album degli Babamandub o anche la discografia dei Cherry lips e Elisa Pisetta, specialmente dalla nostra postazione, lasciava pagina bianca su la direzione a prendere, per la prossima missione. I dannati cookies del Intel richiudevano la scatola del web, verso scarsi orizzonti, invece di aprire il mondo musicale intero all’archivio del Wyznoscafo.

Capitolo 30

Son arrabbiato con l'Intel. Prima perché I Tunes non mi da accesso né al primo album eponimo degli Babamandub, né al secondo "Milioni di persone" per la semplice ragione che la base Nibraforbe si trova negli UK. Secondo, perché scaricare la discografia delle Cherry lips e stato penoso, lungo, ed enervante anche con il link mandato da Eliza Pisetta in persona. Siamo a sussurrare in tre sopra la tavola delle carte. Il centrale e quasi spento del tutto, rimane solo la luce blu sopra le carte e qualche LED rossi e verdi di controllo intorno a noi.

- L'Intel dovrebbe avere accesso a tutto no? Disse il secondo, perplesso.

- Vabbè che non esploriamo l'underground di Valpareso o di Mumbay... Ma in Giappone ci siamo già andati per i Zeroids! Stipola il capo centrale. Come mai non abbiamo accesso a tutto?

- Vero, diventa difficile di risalire a certe uscite del passato, dico tranquillamente, anche se abbiamo ultimamente nella database del Wyznoscafo due album degli "Dingo", uno degli "Asincroni", uno solo degli "Cunninghams" ma la difficoltà nostra si restringe ad I Tunes solamente... Band camp e ancora un mare aperto e soundcloud ci ha dato tutto "Buldra" senza pena, anche dalla nostra posizione rimossa. Ma son due siti piuttosto Underground. Secondo me, aggiunto tutta la produzione "Firmata Major" poi tutto il "mangime precotto" della Tivù a due soldi, fa troppi dati. Il sistema va in tilt e deve frantumare in pezzettini regionalmente definiti per potere gestire il flusso. Metti il tuo Album su I Tunes pensando che tutto il mondo ha accesso al tuo disco, ma in fine, sei solo in display nazionale. Poi mettiamola per chiaro la nostra attività e rara. Penso solo al povero Campostrini da solo a Berlino che non potrà scaregar il prossimo "Mondo Frowno" se lo mettono solo su I Tunes.

- L’Intel diventa un appoggio, non più una fonte universale di informazioni. Afferma il secondo.

- Basta... Sappiamo dove andare, siamo grandi. Concludo prima di girarmi verso la poltrona del centrale.

Il marinaio Jenkins interrompe la riunione:

- Messaggio sulla rete Flash: Iacopo Candela sta per sfornare una galletta per il 4 ottobre.

- Jenkins! Da quando sei autorizzato a leggere i telex? Sgombra in fretta, prima che ti re-arrangio l'altra sopracciglia!!! (Leggere capitolo 13 Rebel Rootz)

- Secondo, mi tracci una strada per la Valsugana. Jones, orecchie al sonar. Jenkins occhio allo scop. scanner in funzione, spettrometro in stand by....

- Interferenza, Capitan! Esclama Jones.

- Binario Morto? Chiedo.

- Ma no... Segnale doppio Capitan! Corregge Jones: Abbiamo la firma sonar del EP di Francesco Camin sul nostro percorso.

- Occupiamoci di quel bamboccio prima, in tant': l'uno e sempre sul disco de l'altro, suonano assieme, registrano assieme, e credo che vanno anche in campeggio a Posillipo tutti gli anni. Tutti due da soli, con genitori, due gatti, tre cani, una peluche, Felix Lalu, la famiglia Rossi, la caravana.

 

Poi i punti comuni fra i due son più che numerosi. Hanno per lo meno la capacita di scrivere testi belli, intelligenti, e che vanno dritto al cuore. Poi hanno tutti due la magia del depositare il canto sugli strumenti che aprono altre melodie, e creare immagini poetiche fugace che ti piantano un amo nell’orecchia. Alla differenza che Francesco rimane diretto, e semplice nei suoi testi belli, calibrati, pesati ed equilibrati. Iacopo lui, trova un altro campo libero nel testo, per presentare l'oreficeria verbale che score con il suono della sua chitarra. L'Accessibilità al primo ascolto non è necessaria dal momento che sotto la luce, il lavoro semantico risplende come uno zaffiro. Tutti due sanno sfornare un lavoro profondo, pieno di emozioni, di momenti di contemplazione, da rimanere bocca aperta a non crederci. Talmente bello che sembra venire da altrove.

"Aria fresca" e un bel pezzettino poppy, di quelli che ti piacerebbe sentire più spesso alla radio mentre ti radi davanti allo specchio. Solo per sbandare del culetto e battere del piede sul ritmo, mentre la lama prova di lavorare al meglio, su una guancia che “metronoma” da destra a sinistra. De quelle canzoni che ti rimangono in testa tutto il di. Bel arrangiamento degli "backing vocals” sottolineati da un piano forte meccanico. Un gioiello.

"Vorrei vivere sopra gli alberi” potrebbe prendere la stessa posizione oraria qualche settimane dopo, sulla stessa radio, per raggiungere lo stesso risultato. A prima vista siamo davanti a un album festivo, gioioso, sognatore, pieno di bollicine, primaverile, con colori intensi e chiari. "Vestirei le mie figlie con le foglie”, "Intreccerei le foglie a cesta, per raccogliere quei frutti rossi". Sono questi versi iperrealistici e utopici che ti danno la chiave per staccarti durante 3 minuti e 10, dal rombo odierno e proseguire balisticamente allungo, al secondo del livello di sogno che sei capace di generare nella tua vita.

Poi, finito di saltare da un ramo a l'altro come un Tarzan moderno per "Sparire". Ci si scala di una marcia nel passo saltellante dell’inizio album per un momento di calma. L'orchestrazione fa un passo indietro per lasciare la voce e la chitarra quasi da soli negli versi. Nostalgia.

Cori aprono "Un’idea” una canzone articolata intorno a una batteria messa in avanti per questa marcia. Un bel ritornello semplice invita a cantare allungo.

Poi ovviamente "Sospesi" si impone con le sonorità basse, un po’ più accentuate, della sua introduzione, come un pezzo serio che merita, più di una volta, di giocare in prima divisione nazionale. Non serve vendere la sua anima per arrivare a tale scopo, basta contemplare il video immenso firmato Stefano Bellumat. Ecco una collaborazione magica che lascia, dal suo peso, una curvatura accentuata nel tessuto musicale/poetico: Emozioni=musica/poesia2. L'unico peccato e che da marzo questo monumento rimane a solo 4600 visione sul tubo, ma meriterebbe di diventare virale.

Dopo averci strappato i budelli e rovinato il mascara, Camin se ne va saltando come un coniglio in prato verde, su sottofondo di flauto e fischietti. "Scarpe strette" e un inno campestre leggero e spensierato che lascia la porta aperta, per vedere Francesco allontanarsi scalzo su l'erba. Ritengo "Aria fresca" un EP di grande qualità e di colpo indispensabile.

- Capitan?

- Dimmi Jones...

- So che non ha niente da vedere con l'attuale missione ma... Gio Venale sta per sfornare un album due giorni prima l'uscita di "Candiru"...

- Lascia un gavitello di fondo sul rilevamento. E ci occupiamo di questo sulla via di ritorno alla base. Per il momento sezioniamo quel pesciolino....

(essere seguito...)

 

 

Oltre passiamo il segnale di "Aria fresca" e già "Delle pianeti e delle cose" riempie lo schermo dello scop con un segnale chiaro e limpido. Un album solo, "Il Tivan d'acqua", precede questo secondo EP. Sei tracce in tutto e nonostante che lo stesso spirito e stato usato nella scrittura, la tessitura di "Delle pianeti e delle cose" rimane molto diversa. Dalla quasi sparizione delle percussioni, o del loro uso di sotto fondo, quasi ricoperti di battiti di chitarra acustica. Appariscono timidamente come un leggero battito di "piatto Ride" alla fine di "Origami", o un colpo di cassa sulla nuova versione di "Andrea Gail", magari battiti di tamburino mezza luna su "Terremoto" e su "Havana". Niente di più. Mi manca quasi la presenza sottile e tempestiva della batteria di Jo Barba su quest'album, magari deve essere preso dalla sua telecamera.  Le tastiere invece prendono molto più di spazio. Anzi... Sono su tutte le tracce. A guardare gli "credits" su l'anta interna ci si capisce meglio: Roberto La Fauci: chitarra acustica, banjo, Mellotron, Fender Rhodes, sequenze, e l'inossidabile Francesco Camin: chitarra acustica. Candiru cambia giacca e "Delle pianeti e delle cose" si distacca dal destino del suo fratello maggiore.

"Origami" quindi... Ecco la storia di un Pinocchio di carta a forma di cigno, che scampa dalle mani del suo Geppetto giapponese per prendere vita: " Dicono non possa stare lassù, timido contro vento, ma un foglio a quadri vestito da gru, prova l'incanto." La canzone si impone subito come una composizione maestrale e matura e come il titolo faro dell’album. Potrà, senza discutere, rimanere allungo nella playlist live dell’artista ad anni di distanza. Perché forza al rispetto.

Nuova versione di Andrea Gail più calma da l’iniezione jazz inserito dalla chitarra elettrica e dal beat leggermente più rapido imposto dalla batteria della versione del "Tivan". Pero prende tantissimo dalle fluttuazioni della tastiera che appare e sparisce, con un suono quasi buffo, nel corso della canzone. Veramente una grande idea e un colpo geniale che aggiunge al lato gioioso della traccia.

"Atlantide" dà i primi consigli di moda: “le righe vestono meglio sulla lana che sull'elastan.” Appare una voce durante il ritornello che sembra essere quella di una dona, talmente e alta e posata bene. Ma nessun dona appare negli "credits". Metto un’deca su Camin un ottavo de sora. Magari perché ho un’deca da perder...

"Terremoto", portato da cima a fondo, dal suono del Fender Rhodes, descrive in qualche modo chi gioca, ma anche chi non sa perdere al gioco. Sarebbe magari tempo di mettere un punto di domanda sull’deca messo sul tavolo, e far il signore lasciandolo andare, e brontolare dietro le quinte. Magari barrando leggermente mettendo un po’ di adesivo tra il mazzo di carte che si alzano in castello, a fine di resistere al terremoto. Fai tu... Io, ho perso il deca... No? Ho vinto? Non è più tempo di dire "lo sapevo" dietro una tenda di punti di domanda. E il piacere del gioco.

Non so quale titolo sarà dato a "Fernweh" su l'album, parola tedesca che a poche traduzioni in altre lingue, nessuna in inglese, né in francese. Nostalgia di casa o anche voglia di partire viaggiare, distacco del pensiero dal corpo che se ne va svagare, voglia di non restare qui in somma.

Come vestire l'Havana di neve il tempo di una foto da tenere preziosamente. Poi innamorarsi sull’ultima traccia, al luna park per la San Prospero, da chi tende zucchero filato a chi le dona dosi di normalità e qualche cent. Mi perderei nelle sue mani sopporterei denti cariati. Ma dimmi i denti cariati li sopporterei su di te, colpa dello zucchero filato, o anche su di lei???

In fine di tutto, Candiru rimane Candiru, anche se la formula cambia. Poi lo spirito rimane anche lui, come una direzione definita sul compasso, dall’inizio della strada tracciata dagli "Wooden collective": facciamo nel legno, nell’organico, nel vero, con questi testi che ti impongono una fermata per pensare, cercare, analizzare. E tutto come Francesco Camin dovrebbe giocare in prima divisione nazionale, talmente la qualità, lo spirito e la composizione sono di alto livello.

- Me sento pronto a tornare alla base.... Secondo?

- Comandi!

- Riporta il Wyznoscafo sul gavitello precedentemente lasciato in posizione. Facciamo un gancio verso queste nuove tastiere a forma di scacchiere.

- Da subit Capitan....